I lavori per l’edificazione del convento dei Cappuccini iniziarono il giorno 8 novembre del 1573 e terminarono nel 1577, ad opera del mastro Geronimo Leone, che lo aveva fatto costruire lontano dalla città, su un terreno concesso dal capitolo della cattedrale. Però il convento, come tanti altri, venne abbandonato dai frati in seguito alla soppressione francese e solo nel 1830, dopo il ritorno dei Borbone, il padre provinciale chiese al sindaco Tommaso Ghezzi Petrarolo di riaprirlo. Dal 1833 al 1860 non vi sono altre notizie circa il convento e solo nel 1868, per atto del notaio Pietro Basti, l’amministrazione del Fondo per il culto consegnò al comune il fabbricato dell’ormai ex convento, insieme alla chiesa, l’orto ed il giardino. Il 17 gennaio 1890, però, l’Ufficio del registro di Monopoli comunicò al sindaco che da Bari l’intendente di Finanza aveva ordinato la vendita degli arredi sacri della Chiesa, che però sarebbe stata riaperta di lì a poco tempo, rendendo così inutile l’alienazione.

Tra il 1910 ed il 1923, invece, il fabbricato fu oggetto di cessioni e retrocessioni tra il comune e le autorità militari alle quali, in quegli anni, venne offerto come alloggio di una compagnia del battaglione del presidio.

Solo nel 1924, precisamente il 24 giugno, le autorità militari riconsegnarono i conventi dei Cappuccini al comune che, nello stesso giorno, restituì il fabbricato dei Cappuccini alla Congregazione di carità.

Attualmente ospita la casa di riposo V. ‘Romanelli’, destinato agli anziani, gestita con contratto di social menagment dalla cooperativa “Progetto Vita”

Ospita inoltre un  auditorium, che può contenere fino a 300 posti a sedere, gestito dall’associazione APAD.

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